Sirmian. Pinot contro il tempo ~ Winery Nals Margreid

GAMBERO ROSSO - Mensile Giugno 2015: Sirmian. Pinot contro il tempo

È un bianco al top in Italia per qualità, reperibilità sul mercato e prezzo
Sirmian è un vino d’alta quota. Nasce da tredici ettari di vigneti, curati con un rigore maniacale, tra i 550 e i 750 metri sulle pendici di Nalles, in provincia di Bolzano. Dall’annata 1986 al 2014, questo Pinot Bianco conferma la sua tendenza a durare ed evolvere nel tempo.
 
È il vino di punta della cantina Nals Margreid, una realtà cooperativa modello sotto tanti aspetti. A tenere le fila dell’azienda dal punto di vista tecnico c’è Harald Schraffl, un autentico enfant prodige: a 25 anni era il più giovane enologo della cantina Peter Zimmer, prima ancora si era fatto le ossa a San Michele Appiano. Tanto lavoro e poche parole, Harald non è esattamente personaggio da copertine. Il suo ruolo azzera quelle distanze tra vigna e cantina: agronomo ed enologo. Segue da vicino e fa da raccordo ai 140 soci conferitori che mediamente lavorano un ettaro ciascuno. È lui la firma degli ultimi 10 anni di Sirmian. »In vigna lavoriamo nel modo più naturale possibile, non diserbiamo, preserviamo il naturale equilibrio armonico dei cicli vegetativi. Negli ultimi anni per valorizzare questo lavoro, vinifichiamo singolarmente ogni parcella«, racconta Harald. Parliamo di oltre 150 serbatoi, una quindicina solo sul Sirmian: dalle zone più basse dove c’è più struttura, a quelle più alte dove l’acidità taglia e cuce. Ricerca e innovazione si fondono per capire di più gli effetti nel bicchiere dettati dall’altitudine, dall’esposizione, dal suolo. Di supporto c’è una cantina bella ma soprattutto super funzionale, che riduce consumi e ottimizza gli spazi, ben inserita nel paesaggio. »Negli ultimi 10 anni sono aumentati incredibilmente la conoscenza dei cloni e il loro adattamento ai diversi territori. Prima, le piante erano più vigorose e si produceva tanto, quindi la selezione non poteva che essere spietata. Oggi, preferiamo avere piante che producono poco, con grappoli più piccoli, per una selezione naturale.« Il cambiamento è anche frutto del rinnovamento generazionale degli ultimi 15 anni in Alto Adige: »Ora siamo un bel gruppo di giovani enologi: lavoriamo e ci scambiamo informazioni. Remiamo tutti in un’unica direzione che ci avvicina sempre più alla viticoltura: dobbiamo essere competenti anche fuori, facendo da raccordo con chi coltiva l’uva.« Ma quali sono i segreti della longevità del Pinot Bianco Sirmian?»Tre punti. Il primo è la posizione e quindi la maturazione lenta delle uve a fine ottobre con escursioni termiche pazzesche e acidità molto alte; poi, il terreno morenico, ricco di rocce depositate, soprattutto marne e gneiss, dal drenaggio semplicemente perfetto; ultimo, la straordinaria pendenza dei vigneti, l’elevata areazione e uno strato di humus particolarmente attivo«. Circa il 30% del Pinot Bianco matura in botti grandi da 4mila litri, la produzione annua sfiora le 35mila bottiglie, 1.200 le magnum. Tantissime, considerando la qualità nel bicchiere. Anche gli altri vini assaggiati mostrano una solidità d’insieme, con il Sauvignon Mantele che negli ultimi anni sta crescendo enormemente in complessità e fragranza. E con Gottfried Pollinger, direttore della cantina, i vini viaggiano sempre di più, da Vancouver a Tokyo: al mercato estero spetta una fetta del 50%. I nostri assaggi partono dal 2013 (anzi, dal 2014) per risalire fino al 1986. Sì, ci ha semplicemente stupito. Gradiremmo farlo assaggiare, magari alla cieca, a quei giornalisti americani che continuano a pensare che i bianchi italiani non sanno invecchiare.
 
A.A. Pinot Bianco Sirmian 2013 | 91
Profumi iniziali taglienti, di erba fresca, di ginger, con un fondo delicatamente fumé. L’ingresso al palato è più morbido del previsto, rivelando un corpo medio e succoso, caldo ma scattante, ancora toni di cedro e bergamotto. Il finale `ancora contratto ma di lunghezza ragguardevole.

A.A. Pinot Bianco Sirmian 2012 | 93
Belle sensazioni di prato fiorito, erbe aromatiche, assieme a fragranti toni di scorza d’arancia. La bocca è sinuosa, nervosa e pimpante, tra toni di mandorle e ritorni coerenti di erbe e sensazioni agrumate. Finale ancora ricco di energia e freschezza, con una bella nota finale di lemon grass. Vino Bianco dell’Anno nella nostra Guida Vini d’Italia 2014.

A.A. Pinot Bianco Sirmian 2010 | 92
L’annata 2010 in Alto adige ha avuto un andamento climatico peculiare, con un’estate piuttosto calda e secca. Una nitida nota di camomilla apre il profilo olfattivo, poi albicocca, agrume candito e un cenno di pepe bianco. Al palato è in perfetto quilibrio tra sfumature floreali, acidità che rilancia e sostiene la strutturo e un finale che allunga sapore, Sviluppo soffuso, ampio, la facilità di beva è preoccupante.
A.A. Pinot Bianco Sirmian 2008 | 89
L’annata piovosa ci riporta un vino a due facce. Da una parte, un profilo olfattivo evoluto, con toni di frutta secca, noci e nocciola, dall’altra un tocco resinoso, che poi vira col tempo e l’ossigeno, più affumicato, tra la torba e il tè nero. E una bocca che non ti aspetti: tagliente, sale e agrume, con tanta spinta e una salivazione accentuata che spinge a allunga il vino in profondità. Mostra qualche anno in più, ma anche un profilo molto originale.

A.A. Pinot Bianco Sirmian 1998 | 88
Il colore è in linea con la sua carta d’identità, un giallo carico, con riflessi ambrati, La prima sensazione ci riporta in una torrefazione, una nota soffusa di caffè, poi nocciola ma anche toni ancora fragranti di mandarino. La bocca è grassa, densa, polposa nei suoi toni di frutta gialla, dall’albicocca alla pesca. E quando la materia sembra essere in eccesso, arriva un finale che cambia marcia, con note di pietra focaia e una progressione verticale inattesa.

A.A. Pinot Bianco Sirmian 1986 | 94
Il colore è ancora incredibilmente compatto, con riflessi addirittura verdi. È figlio di un’annata eccezionalmente ritardata da queste parti, si è vendemmiato quasi a ridosso di novembre. Attacco senza incertezze: idrocarburi, pepe bianco, ginger, limone maturo. La bocca ha una precisione incredibile, cremosa e ricca di energia, sale e sentore di mandorla tostata. Sullo sfondo sensazioni più speziate, coriandolo, finale ampio, tonico. A bicchiere vuoto timo e basilico. L’età gli ha donato grazia e un carattere consapevole e rilassato.
 
L’ultima annata
Un 2014 che sorprende
L’annata 2014 – sul mercato da metà giugno – ci regalerà più di qualche sorpresa tra bianchi e rosati. Da queste parti settembre e ottobre hanno permesso uno straordinario recupero del ciclo di maturazione. »L’uva era quasi arancione quando l’abbiamo colta, ma l’acidità ha valori super«, commenta Harald. Toni d’idrocarburi e scorza di cedro precedono un palato di notevolissima tensione gustativa, saldo e compatto, toni di fiori di montagna, anice e progressiva sciabolata di sapore che fa pensare in grande per i prossimi anni.
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